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martedì 8 settembre 2009

TELE-TRASPORTO

Approfittando della pausa pranzo faccio un salto all' Esselunga,
(pubblicità occulta al mio supermercato prefer),
davanti al banco-frigo c'è un uomo sulla quarantina che fa la spesa con tanto di carrello.

Si sente squillare un cellulare , è il suo.

L' uomo risponde a voce alta: "pronto"

L' altro/a: ......

L'uomo: "ciao amore"

L'altro/a:......

L'uomo: "sì sono al lavoro"

L'altro/a:

L'uomo:"No,no! non mi disturbi.."

Ci siamo girati in 5 a guardare il primo caso di tele-trasporto.

giovedì 18 giugno 2009

"quando sei nato non puoi più nasconderti"

C'era una volta un ragazzetto albanese che elemosinava monete ad un semaforo...
ti passava accanto al finestrino con la mano aperta, ma passava in silenzio senza pretese o insistenze.
Io una volta gli allungai una moneta e lui mi ricambiò con un largo sorriso ed infinite grazie.
Da quel dì, ogni volta che mi vedeva in coda al semaforo mi riconosceva e mi salutava sorridendo anche se non gli davo nulla.
Un giorno non lo vidi più, al suo posto c'era una zingara con in braccio un bambino.
Il giorno successivo lo ritrovai accovacciato fuori dal supermercato sempre intento ad elemosinare.
Passandogli accanto gli rovesciai tra le mani tutto il contenuto del mio portamonete, poi gli chiesi il suo nome, lui mi riconobbe e mi rispose.
In seguito, ogni volta che passai di lì mi fermai volentieri a far due chiacchere con lui.

Aveva 15 anni, non aveva il permesso di soggiorno, ma sperava di trovare presto un lavoro.
Vista la mia apertura di dialogo ed interesse per le sue sorti , si era convinto che anch'io fossi albanese e sì stupì molto quando gli dissi d'esser italiana... questa cosa fa riflettere parecchio.
L'ultima volta che lo vidi mi disse che forse aveva trovato un lavoro, che c'era una persona che gli offriva un lavoro!!!

Sono passati due anni e spesso passando al suo ex semaforo o andando a quel supermercato il mio pensiero è andato a lui..."chissà dov'è e se sta bene" me lo sono domandato davvero un sacco di volte.

Stamattina mentre venivo in ufficio l'ho rivisto, giusto un attimo, ma ero certa che fosse lui.
Era in procinto di attraversare la strada, era una spanna più alto di come lo ricordavo, il visetto era pulito e indossava vestiti dignitosi e puliti, non elemosinava stava semplicemente attraversando la strada...

Oggi ho pensato come la gioia più grande stia in una speranza che si avvera.

martedì 13 gennaio 2009

GIORNI SENZA VITA


INTRODUZIONE: Nell’ antico calendario azteco esistevano 5 giorni nefasti, che rappresentavano il varco tra l’ ultimo mese del vecchio anno ed il primo mese dell’ anno nuovo. In questi giorni considerati vuoti “ fare qualsiasi cosa era considerata un’ avventatezza, ogni attività veniva sospesa, la gente non viaggiava, né faceva visite, né si riuniva in gruppi, le coppie non amoreggiavano,ect…” , per questo motivo erano propriamente chiamati “ i giorni senza vita”.

Ebbene, ieri sera al mio rientro dall’ ufficio, vedo come al solito CIP & CIOP (soprannomi per la privacy), due mie vicine di casa, sedute fuori dal lavasecco ( nel quale lavorano quasi dalla nascita ) a fumarsi la solita sigarettina.

Di solito il nostro dialogo è basato su saluti di circostanza e un veloce scambio di battute formali sul tempo che fa, quando arriveranno le ferie … insomma un’ agonia a cui non posso sottrarmi finchè nel mio condominietto non realizzeranno un’ entrata dal retro, cioè mai.
Mentre passo loro davanti con passo agile e chiavi della salvezza in mano, CIP salta in piedi e con un entusiasmo stratosferico da amicona incredibile mi chiede: "vieni giovedì al corso di Yoga? "
Io le rispondo spiritosamente: "Ti ringrazio molto ma lo yoga non fa per me, sono un tipo ansiolitico e voglio restare fedele a me stessa."

In quel momento mentre le rispondo penso e improvviso un veloce resoconto della sua vita così come la vedo io:
CIP è sposata da 20 anni con Homer Simpson in persona oltre ad avere un figlio di 15 anni che è nell’età anti - genitoriale ..argh!
CIP odia a morte le sue ferie ( sue testuali parole ), perché le passa da una vita a casa della suocera in un ridente paesello sperduto con 4 case e 4 anime e penso sinceramente che non abbia mai fatto un viaggio in vita sua.
Io abito nello stesso palazzo da 3 anni e non l’ ho mai vista uscire una sera col marito se non per andare alla solita sagra estiva con tanto di karaoke organizzata dall’ instancabile Don del paese.
Preciso che la suddetta sagra si trova a 125 m lineari da casa sua.

CONCLUSIONI: la vita di CIP è vuota e monotona.
Secondo il punto di vista espresso dal calendario azteco si potrebbe dire che anziché trattarsi di giorni senza vita si tratti per lei di una vita senza giorni.
Se vi sembra una visione troppo triste e pessimistica ditemi che mi sbaglio …