Ogni anno il Tg segue delle mode, quest’ anno sembra che le morti in montagna facciano parecchio odience e quindi questo fa sembrare che chiunque pratichi l’ arrampicata o l’ alpinismo d’alta quota sia un pazzo spericolato a volte pure un po’ pirla.
C’è da dire che in effetti negli ultimi anni gli sport di montagna hanno attirato tante tante persone, cani e porci direi...
E se a questo aggiungiamo il fatto che le guide alpine ormai sono disposte a trascinare sulle cime chiunque paghi, bè è chiaro che al rischio già intrinseco non puo’ corrispondere una proporzionale dose di divina provvidenza.
Purtroppo poi le notizie sui fatti accaduti sono spesso riportate in modo poco veritiero o probabilistico, soprattutto per due motivi:
Il primo è che risulta veramente difficile ricostruire i fatti se non ci sono dei sopravvissuti a raccontarli, ( sarà forse per il fatto che il R.I.S. non riesce ad andare a rilevare le improntine ??).
Il secondo è che la maggior parte dei giornalisti che scrivono gli articoli non hanno la piu’ pallida idea di cosa sia un nodo bulino o un metodo di assicurazione e riportano notizie distorte e approssimative.
Di questa realtà me ne sono accorta veramente l’ unica volta che è morta una persona conosciuta e nonostante avessi spulciato tutti gli articoli di giornale dell’ universo, si è rivelato utopistico trovarne uno che spiegasse veramente cosa fosse successo…insomma se non avessi incrociato una persona presente quel giorno sarei qui ancora a chiedermelo.
Pensate quindi come potranno mai stare i parenti delle vittime, in quei casi che non lascian testimoni! stendiamo un velo …
Alla fine io ritengo che spesso per evitare certe tragedie basterebbe pensarci prima, del resto si sa che prevenire è meglio che curare!!!
Di fatto le cause di questi incidenti sono facilmente individuabili e riassumibili con quelle che io chiamo ironicamente le 3 marie ( sfighe e non che di solito viaggiano insieme ): IGNORANZA, PIGRIZIA e DISGRAZIA , poi ditemi voi se non siete d’ accordo…
IGNORANZA: riferita a gente tecnicamente inesperta e fisicamente/psicologicamente impreparata che si “butta” in imprese per loro impossibili , questo forse rappresenta il rischio piu’ alto
PIGRIZIA: fenomeno che colpisce anche alpinisti esperti che, vuoi per troppa sicurezza in se stessi o per il sopraggiungere a fine giornata di un po’ di stanchezza, trascurano la corretta esecuzione di alcune manovre e sorvolano sulle piu’ basilari regole di comportamento in ambiente, in questo modo anche loro “si donano” una discreta % di rischio.
DISGRAZIA: la montagna è nel suo insieme un ambiente ostile! Perciò cadute massi, valanghe o cambiamenti climatici non sono sempre prevedibili, a volte occorre un po’ di fortuna ma anche in questi frangenti c’è chi comunque se la va a cercare… Altrimenti questo sarebbe davvero il rischio piu’ basso.
Questo è il mio modesto parere, tuttavia sembra che seguendo questa filosofia, io non abbia ancora visto elicotteri girarmi sulla testa ( strizz… ) ;P
p.s. ringrazio Mik per avermi ispirato questo post.
C’è da dire che in effetti negli ultimi anni gli sport di montagna hanno attirato tante tante persone, cani e porci direi...
E se a questo aggiungiamo il fatto che le guide alpine ormai sono disposte a trascinare sulle cime chiunque paghi, bè è chiaro che al rischio già intrinseco non puo’ corrispondere una proporzionale dose di divina provvidenza.
Purtroppo poi le notizie sui fatti accaduti sono spesso riportate in modo poco veritiero o probabilistico, soprattutto per due motivi:
Il primo è che risulta veramente difficile ricostruire i fatti se non ci sono dei sopravvissuti a raccontarli, ( sarà forse per il fatto che il R.I.S. non riesce ad andare a rilevare le improntine ??).
Il secondo è che la maggior parte dei giornalisti che scrivono gli articoli non hanno la piu’ pallida idea di cosa sia un nodo bulino o un metodo di assicurazione e riportano notizie distorte e approssimative.
Di questa realtà me ne sono accorta veramente l’ unica volta che è morta una persona conosciuta e nonostante avessi spulciato tutti gli articoli di giornale dell’ universo, si è rivelato utopistico trovarne uno che spiegasse veramente cosa fosse successo…insomma se non avessi incrociato una persona presente quel giorno sarei qui ancora a chiedermelo.
Pensate quindi come potranno mai stare i parenti delle vittime, in quei casi che non lascian testimoni! stendiamo un velo …
Alla fine io ritengo che spesso per evitare certe tragedie basterebbe pensarci prima, del resto si sa che prevenire è meglio che curare!!!
Di fatto le cause di questi incidenti sono facilmente individuabili e riassumibili con quelle che io chiamo ironicamente le 3 marie ( sfighe e non che di solito viaggiano insieme ): IGNORANZA, PIGRIZIA e DISGRAZIA , poi ditemi voi se non siete d’ accordo…
IGNORANZA: riferita a gente tecnicamente inesperta e fisicamente/psicologicamente impreparata che si “butta” in imprese per loro impossibili , questo forse rappresenta il rischio piu’ alto
PIGRIZIA: fenomeno che colpisce anche alpinisti esperti che, vuoi per troppa sicurezza in se stessi o per il sopraggiungere a fine giornata di un po’ di stanchezza, trascurano la corretta esecuzione di alcune manovre e sorvolano sulle piu’ basilari regole di comportamento in ambiente, in questo modo anche loro “si donano” una discreta % di rischio.
DISGRAZIA: la montagna è nel suo insieme un ambiente ostile! Perciò cadute massi, valanghe o cambiamenti climatici non sono sempre prevedibili, a volte occorre un po’ di fortuna ma anche in questi frangenti c’è chi comunque se la va a cercare… Altrimenti questo sarebbe davvero il rischio piu’ basso.
Questo è il mio modesto parere, tuttavia sembra che seguendo questa filosofia, io non abbia ancora visto elicotteri girarmi sulla testa ( strizz… ) ;P
p.s. ringrazio Mik per avermi ispirato questo post.
